L'intransigente
Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno
Commenti (7)
Chi vuole fare il moralista ad ogni costo e "moraleggiare" soltanto per gli altri, è semplicemente un ipocrita. E Filippo Turati, in un discorso, affermò: " La ferocia dei moralisti è superata soltanto dalla loro profonda stupidità"
Bella riflessione su un tema fra i più odiosi. Tutti colori che surrettiziamente vogliono porre il sigillo di una qualche morale, guidati da regole molte volte discutibili, rischiano di deprimere la vitalità umana. In tal contesto l'uomo che anela alla libertà sentirà come un'assurdità tale normativa perché sa che il senso morale autentico è tale quando nasce spontaneamente dalla nostra coscienza ed eventualmente stimolato, e mai imposto, da coloro che vogliono o tendono ad insegnare il senso normativo.
Non fa una piega – oserei dire - continuiamo allora per la nostra strada, i frutti non tarderanno a venire. Costanza e fermezza, un bouquet da non lasciare appassire.
Il moralista ... colui che predica bene ma razzola male. Sempre pronto ad impastare buon senso e luoghi comuni, ramanzine e quant'altro, per apparire giusto, saggio, buono agli occhi degli altri. Personalmente li trovo "pruriginosi", devo stare alla larga... Complimenti per la lirica, la trovo perfetta.
mi devo ripetere ...predica bene e razzola male ...bravo l'autore a descrivere questa categorie di persone che é sempre pronta a giudicare... bellissima lirica che porta a riflessione profonda...
Chi generalmente interviene con tanto di bastone e aureola pecca del suo stesso dire. Non è scandalizzandosi che si apre le porte del Paradiso! Bel dire Francesco.
È vera ipocrisia il predicare perbenismo, quando poi di là della pseudo intransigenza, in casa propria c'è vento del demonio. La morale di questa ironica lirica sta nel fatto che i peccatori sono stufi di sentire sermoni e guarda caso tra quelli che trasgrediscono sono coloro che ci inculcano moralità. Quante volte attraverso svariati canali di comunicazione ascoltiamo l'intransigente personaggio camuffato dall'irremovibile credo. Beh siamo veramente stufi di questa farsa in diretta, sarebbe meglio far parlare prima la nostra coscienza. Particolare riflessione è questa lirica che ben mette a nudo la mascherata ipocrisia.






