"Il segno"
Stefano Drakul Canepa
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tremenda stella
fra le albe alla deriva
di luce e terra
Perché se le parole fossero stelle
sarei ancora in attesa della notte
e niente che non sia già pronunciato
avrebbe urlato ancora il mio veleno
Le nuvole nere cariche di pioggia
son acide di un velo troppo amaro
e il sogno che volevo già sospeso
nel tempo di una gioia da soffrire
È il vento che nel buio trova pace
e scioglie le sue ombre in una brace
che l'alba non nasconde fra le gocce
con il fiume in vena di disperazione
Perché se il dolore fosse un sole
avrei già spento tutte le vendette
e il pallido pensiero appena nato
sul bordo di un diverbio sconosciuto
È il segno che nel vento esiste luce.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Catia Dinoni26 marzo 2014
Trascina questa lirica nei meandri dell'inquietudine, trascina con sé nelle vive sensazioni che il poeta trasmette, ma sarà davvero un alba alla deriva di luce e terra? Si attende un segno... che quella luce prenda nuovamente il sopravvento, ridonando serenità. Coinvolgente in ogni suo verso. Ottima.
nemesiel27 marzo 2014
Suggestione inquieta di questi versi che attirano e nel contempo agitano l'anima in sensazioni che la mente non sa decifrare, come un linguaggio atavico fatto di non parole ma di pure sensazioni/emozioni oscure... fino al verso finale che ridona un senso di equilibrio


