Rondini
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Mulinelli di petali
le primavere agli occhi;
potessi coglierti, trovarti
prenderti tra fiori senza nome
e le burrasche delle rondini
Garriti solitari
ubriachi di destini,
marzo ci ha sorpresi
coi sensi inermi a morire di profumi
e destarci nuvole in viaggi senza fiati
Giù, le città di sabbia e chiusi distretti
-mai più ostaggi...
Da qualche parte una muta
sta nutrendo il gelo
Lontana, la nostra assenza
calda assonanza
si guarda dentro,
sparisce
dilatando il mondo
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Giovanni Chianese27 marzo 2014
Versi unici per originalità creano musicalità frizzante per belle sensazioni, che proiettano il lettore nel fantastico mondo di questa esimia autrice, che sempre riesce a stupire per l'enigmatica particolarità azionante il motore della suscettibilità. È ora in questa lirica, a perdersi nel turbine primaverile si lascia alle spalle prigioniere mura di città sommerse dal gelo per gustare il vero senso della vita, come le rondini a volare nel cielo, gioia espansa dal calore interno che si chiama amore a dilatare un mondo.

