"Il volo tragico dei corvi"
Stefano Drakul Canepa
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tragiche nubi
sulle voci dei corvi
a primavera
Questo cielo nero non aveva più ombre
e nel conflitto immaginario delle stelle
solo una luce ancora accesa fra le albe
che si rincorrono sul fiato dei silenzi
Pallide nuvole prese a nolo dai rimorsi
più spesse in grembo che nel loro sudario
di tenebra appena divelta sulle tracce.
Forse non avevo più fiuto per i sogni
Specialmente quelli scuri e già scontati
nel loro turno d'ansia mal disposta
a terminar conflitti mai sedati al mare
con l'onda del calore di nuove stagioni
Certo non erano i giorni a segnare passi
né le poche promesse tenute alla catena
e dissipate sulla parola di qualche demone
a sentore di luna magica, senza fortuna
Questo fiume torvo non aveva più rive
se non nelle sere disperse fra i ricordi
ormai negati al denso velo delle morti.
Forse non avevo più fiato per i rimpianti
Se non nel volo tragico dei corvi.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Paola Paolina Segatto31 marzo 2014
L'autore, qui denota un tragico vivere, la mala- sopportazione in questa civilà cupa, materiale, lo straripare di qualcosa di troppo. Lirica molto piaciuta e sentita.

