Dalla mia rupe
Saverio Chiti
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Sale la foschia dal lago come se fosse un velo
che s’innalza di là dalla rupe verso il cupo cielo
e va ammantando l’orizzonte di lacrime spente
dove ogni lutto alberga nel niente
cerco ora nell’oltre il rovescio di te...
non mi rivedo nel confine delle indifferenze
mentre si perdono giù sulle sponde
argentei riflessi che si espandono dentro me
dalla cima della rupe nel mio viver silente
s’intravede il sole ardere sopra ogni cosa...
quando cadrò giù, spero d’essere uccello
che planando va a beccheggiar le onde
del lago distinguendo l’antro più bello
dal dolce rallegrar dell’anima mia capricciosa.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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