Genere di cose poco concrete
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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E’ di quel genere di cose
la VitaPensiero,
che non pensi abbastanza
alla sua esistenza: e va dove non sai
Così una porta scorre
e lì sto io... da quale affaccio?
Perciò mi vedono
superba quasi aliena
pensosa di roba sempiterna
Il volteggiare è consono
alla mia faccia di farfalla
Lo sguardo se ne va
fissando scene in prestito
Onirica fantastica realtà -lì ci muoio, giuro
Nelle tasche si gonfiano ricordi
che a nessun’ombra va di possedere;
le case degli indirizzi persi
e visi comparsi da altre felicità
-si tratta forse di partenze e treni
con i vapori ai finestrini
poi qualche bel fiore
rimasto vivo, per l’essenza in un libro
che non ho letto per riguardo
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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carla composto29 marzo 2014
onirica fantastica realtà... che dà posto mposto a ricordi lontani ad un fiore rimasto prigioniero tra le pagine di un libro... metafora stupenda molto sentita
Stefano Drakul Canepa30 marzo 2014
impeccabile, sul ricordo che non è un ricordo, ma forse solo futuro, eterno. G r a n d e


