"Lettera alla nera Signora"
Stefano Drakul Canepa
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Cara Signora,
Non volevo certo offenderla
quando ho cercato di evitare i suoi respiri
ed in certi pomeriggi lesi dalla terra
ho temuto per il male, per la pioggia
Non volevo più incontrarla
dopo quelle carezze nel fiume in piena
e la catena del dolore ancora tesa
fra una nuvola e un conflitto
Perché le stagioni sono solo dubbi
fiati di promessa sui giorni che sciolgono
qualche luce e poche certezze
rese vane dalle ombre
Non era mia intenzione ritornare
e le rovine del suo altare
nella strada che porta al cuore
sono solo vane lune, pallide brume
In attesa di un nero temporale.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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nemesiel30 marzo 2014
spesso la morte ricorre negli splendidi versi di questo autore... ma qu' in questa poesia c'è qualcosa di più e di diverso... c'è un dolore che si fa solidarmente umano, una tristezza compassionevole per la sorte comune, per le quotidiane tragedie che troppo spesso, e sempre di più, sono da imputare alla stoltezza delluomo, alla sua avidità e al suo menefreghismo

