Favole di sogni rapiti
Selli Brun
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Nel giallo del pensiero abbandonato
sento libellule di sospiri e gridi
sulle mani candide della sera.
Attraverso i vetri ascolto voci di bimbi
e segno uno ad uno i grani dei miei pensieri
come un rosario che scivola su pelle amorfa di dolore.
Richiamo echi di memoria abbandonata
accarezzando ciò che resta del coraggio dell'andare.
Racconto intanto, favole di sogni rapiti al dolore
e corro fra i prati sterminati che questo tempo
regala alla mia voce insoddisfatta di pianto e di parole.
Le mani della sera sono le dita di un crepuscolo
innamorato dei giardini di questo marzo
che corre via lasciando fili di colori e monili
conservati fra le sottane di un ricordo che m'inonda di luce.
©
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L'autore
Selli Brun
Estrosa e creativa fino alla follia; puntuale e seria più di quanto basta; istintiva, tenace e volitiva fino all’esasperazione; volenterosa e laboriosa tanto da dar fastidio a chi non lo e‘. Logorroica fino all’impossibile, sensibile e permalosa. Costruisco mondi immaginari e vivo di poesia raccolta in posti in cui
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