"Terra di cielo"
Stefano Drakul Canepa
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Terra di cielo questa nebbia
che il sole restituisce al sogno
nei mattini troppo insonni
per pretendere promesse nere
Lacrime di fiume queste stelle
ancora piene della loro notte
già svanita eppure lieve
di un indugio senza più calore
Il vento non saprà mai di ferire
la pelle senza un velo a cuore
e lento un presagio d'oro
a pretendere carezza in sboccio
Goccia di mare questa lacrima
ancora calda di una primavera
che prima soffia i fiati d'estate
per poi tremare deserti in fiore
Ancora nudi di un amore fragile.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Paola Paolina Segatto1 aprile 2014
Fragile amore come la nudità. Bellissimo poetare. Versi musicali e molto piaciuti.
Carla Colombo1 aprile 2014
Una poesia ricca di suggestioni oniriche nell'accostamento di cupi stati d'animo a fredde immagini ambientali, un amore fragile che nella sua nudità viene evocato da paesaggi spogli dipinti in modo prezioso. La bellissima chiusa richiama e personalizza "Questo amore" di Prévert


