Primo d'aprile
Gianpiero De Tomi
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Primo d'aprile
un anno smarrito
un paletto incessante
non doveva giungere al fondo
eppure tiene fermo il cielo.
Dietro c'è l'eco frenetico
allineato come un rosario
le dita scorrono ogni preghiera
ogni dolore sfuggito
a radici di gioia remota.
A volte lo sguardo non basta
per segnare il sentiero
un cunicolo di nebbia dorsale
risale sino alla bocca
come un'eterea sciarpa
avvolge gli occhi fissi
che non soffrono
solo perché non vedono
la longevità delle mani
quando si schiudono.
E' un perdono silenzioso
che non può trovare
un luogo in cui riposare
sempre inseguito dal ferale
cenno dell'ombra lontana.
E' un giorno sottile fra tanti
che si annoda come una serpe
ad ogni parola sciolta nel ventre
come un asintoto di solitudine
tende i nervi allo spasimo della paura
senza mai toccarla.
E' giorno di luce
che tende inevitabilmene
a collassare nella dolcezza
nel flusso feroce
di una cosmica follia.
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Gianpiero De Tomi
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