"Sui cuori stanchi"
Stefano Drakul Canepa
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Semplici sogni
portati via dal cuore
e dagli inganni
Non ho memoria per i numeri
ma per gli sguardi allontanati,
lividi di tenebra appesi al cielo
e poi buttati via come rifiuti
Non ho più sogni per i calcoli
ma qualche nuvola già sciolta
al ritmo dei venti resi fragili
da qualche stagione morta sola
Le stelle che l'inverno scuro
sembrava trattenere altrove,
quasi il gelo fosse amore insano
da conservare per le primavere
Non ho pazienza per parole vane
tessute sul bordo degli orpelli
che la notte pone a sigillo nero
sui cuori stanchi di tessere buio
Con le speranze ad ingannare lune.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Paola Paolina Segatto6 aprile 2014
Stanchi di tutti i rifiuti del mondo. Bellissimi versi scorrevoli, l'autore si esprime notevolmente donando ricche immagini in questa stupenda lirica di stanchezza umana.
Catia Dinoni6 aprile 2014
E si sente nell'incalzante ritmo di questi versi l'insofferenza e il momento di stanchezza dell'anima... si legge tutta d'un fiato, piaciuta molto.


