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Natura 12 aprile 2014 · lettura 2 min · 1277 letture

Addio, montagna bella

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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D’in sulla vetta del varcato monte riguardo il tratto dove i passi stanchi impressero le loro ultime orme; il nevaio irrequieto, le roccette umide e sdrucciole e poi più in basso l’ampio curvone che tra prati e mughi piega il sentiero e lo innalza al cielo. Un senso di pace profonda invade tutte le membra e il cuore e la ragione: siedo in silenzio sopra un masso rosa di granito e mi chiedo quale forza immane abbia divelto alla parete terminale un lacerto così vasto della sua essenza petrigna. Accarezzo la roccia e il protogino in me scatena sensazioni già note eppure sempre nuove; desiderio di possedere il granito sincero che mai al piede tradì la presa. che la mano mia mai respinse lubrico ma che schietto talvolta nella stretta o la pressione per procedere la pelle lacerò. Sempre nella memoria mi sarai granito della valle dei miei sogni, roccia che attinge le più grandi altezze, protogino che formi il più maestoso dei monti le cui vie sono serbate a quelli che in segreto hanno deciso di donarti la vita, ove ciò occorra. Riguardo il fondovalle dove amici e parenti siedono a mensa avanti la baita donde mossi e mi sento così leggero che il percorso fatto sembra avermi svuotato da ogni traccia di sorda umanità. Mangio il mio pasto: pane, lardo, miele e due fichi secchi. Poi m’appresto a discendere; è finita l’escursione ma il mio spirito sente che ben altro è finito. Addio, montagna.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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