"La morte delle spade"
Stefano Drakul Canepa
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Se scenderò un po' più a valle
ritroverò le foglie e il primo sole,
le lucide gemme di calore
che la luce sembrava abbandonare
E qualche sentiero disegnato altrove
quando il vento soffiava amore
e nessun gesto poteva ferire
lo sguardo o qualche esile carezza
Se poi ritornerò sui passi antichi
forse mi commuoverò e serrerò
i pugni come a stringere la sabbia
di un tempo troppo lento da fuggire
Troppo denso da dimenticare
catene strette e corse a perdifiato
con il livido del lago a sussurrare
la morte delle spade in riva al sogno
Ed un tramonto solitario
che ancora attende il buio.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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carla composto13 aprile 2014
bella lirica che in versi di rara intensità ci riporta indietro dove ogni cosa che ci circonda ci ricorda l'amore... il mio plauso al poeta

