"Tre giorni dopo il tempo"
Stefano Drakul Canepa
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Non è per i pensieri che ero nato,
la nuvola che scioglie il primo volo
e il vetusto senso di nostalgia rubata
che nega le risposte al suo dolore
Non per i percorsi appena accesi
e poi divelti alle poche sensazioni
chiuse al perdono, al flebile riparo
che fa di questa ombra un sogno
Un nero cupo, opaco di riflesso
che mentre cancella gli anni duri
annebbia in grigioperla la speranza
di liberare il corpo in ogni dove
Non è per le assenze che ero sorto
e poi defunto in un barlume d'oro,
tre giorni dopo il tempo del diverbio
dopo un temporale senza suono
Dopo una pioggia antica di veleno.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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rita iacobone14 aprile 2014
Un dubbio ben espresso in originali versi dall'autore" la Resurrezione di Cristo", forse è stata inutile, se poi nel mondo, ogni attimo è pervaso da cattiveria e ingiustizia.
Catia Dinoni14 aprile 2014
Particolare e molto intensa questa interpretazione della morte e della resurrezione del Cristo, versi che accompagnano a fare riflessioni profonde e porsi innumerevoli domande, le risposte purtroppo tardano ad arrivare, e quella pioggia antica di veleno perché ancora l'essere umano non ha tolto le bende dagli occhi, il perdono... lo releghiamo negli angoli bui, mentre sanguinano le ferite nel dolore che non placa ancora.


