"Legno fragile"
Stefano Drakul Canepa
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Resterò qui ancora per un lustro
col cielo a far da corona alle radici
e la terra immobile a mietere percorsi
di legno fragile cresciuto sulle ere
Rade foglie che vibrano sentenze
di tenebra ed altre stelle scure
sbocciate a primavera e mai perdute
fra le notti infinite del mio sangue
Poche luci fra le cose che conosco,
un bosco silenzioso e mai presente
nel vento che scioglie penitenze
di un mondo a parte, livido senziente
Resterò vigile ancora per il tempo
di una stagione esile, tesa nel dolore
che solo la luna promette e inganna
le notti complici di una morte breve
Invocata dai sogni e dai rami neri.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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carla composto14 aprile 2014
una natura descritta in versi magici e tristi bellissima opera il mio plauso

