Commiato
Non posso indossare i tuoi panni
neanche se lo volessi o se fossi tu a porgermeli
i tuoi son lindi e san di bucato fresco
e la mia pelle è rugosa d’anni
ma scrivo lo stesso di te
e della giovane tua vita.
Gli anni si fermeranno per me
là dove i tuoi correranno
saltando di stagione in stagione.
Le piogge saranno sempre benvenute
e dopo di esse l’arcobaleno
a me resterà solo il mormorio
di quel cipresso ch’io stesso piantai.
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Commenti (2)
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Bruno Leopardi21 aprile 2014
Mi ha colpito particolarmente questa poesia e mi ha fatto tornare indietro ad una mia scritta tempo fa. Stesso concetto ma, in questa, in modo magistrale il poeta esprime la sua riflessione. E i suoi versi t'accompagnano per mano mentre percorri la strada che porta all'arrivo. Fino a quasi vederti nella chiusa. Stupenda poesia.
Azar Rudif30 aprile 2014
Le vita è fatta da questo intreccio tra vecchio e nuovo dove il nuovo dovrebbe prendere la saggezza del vecchio ed il vecchio assorbire la vigoria del nuovo... E' un modo per tramandare le proprie esperienze al futuro che arriva ed è un modo per andarsene restando giovani... Molto, molto bella.


