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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Moreno Tonioni
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Morte 21 aprile 2014 · lettura 1 min · 5886 letture

Il vizio del vivere

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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E’ che forse dovrei smettere calando il sipario con la teatralità del poeta ahimè malaccetta alla brevità del ferro e del piombo Assicurando la mia giugulare a una lurida sagola o affidandomi ad Icaro nel volo ultimo Piuttosto che darmi all’acqua confidando nel delfino o scorrendo nella lama il battito sino l’ultima cinabra goccia È che forse dovrei smettere come la caule smette la foglia in autunno o il divenire del frutto smette la corolla al fiore Ma ben sanno i fittoni che lo smettere non è il fare della radice e che il vivere abbarbica la speranza come l’edera avvinghia il fusto della betulla Si fosse vizio che assuefacendo l’anima di quei respiri che non anelano la costringesse nel tronco che sulla battigia ondeggia inane al pianto del mare attendendo l’alba e il tuo sorriso
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L’opera raffigurata; Edouard Manet, il suicidio 1877

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (2)

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EnzoL22 aprile 2014

di particolare bellezza questa lirica, oltre il senso del tema trattato vi è un raffinato scrivere, cesellato, scrupoloso. il ritmo scandisce alla perfezione il sentire nero che vi aleggia. colpisce

Azar Rudif24 aprile 2014

Nasciamo per vivere e la morte dovrà avere il coraggio di affrontarci. Un poeta vola più alto di Icaro e le sue ali non si sciolgono mai, né esiste lama capace di spegnere i battiti di un cuore poeta. Verrà il giorno dell'ira e tutto sarà giudicato e pesato ed ognuno avrà la propria ricompensa. Ai poeti sarà chiesto di continuare con Dio a costruire l'Infinito, ma a coloro che non sono poeti o hanno deciso di smettere sarà dato di camminare nell'infinito se degni. Sprezzanti versi intrisi di rabbia e forse un po' di sconforto, ma mai arrendersi, non apaprtiene al poeta la resa senza condizioni.