Tu non c’eri a salutarmi
Umberto De Vita
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Tu non c’eri a salutarmi
sull’uscio in quel dì di festa
quando i gerani quasi ingialliti
intenerivano il cuore
in quella dimora dell’amore
con la maniglia a ferro di cavallo
sul cancello d’accesso.
S’udiva in un singhiozzo represso;
rimbalzare un eco di campane
e, nell’incantesimo momentaneo
sembrava dolce la malinconia.
Almeno per un istante
potessi rivederti e parlarti
con quel tuo sorriso disarmante:
guarderemmo l’errabondo cielo
in questa notte nera come il catrame.
©
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L'autore
Umberto De Vita
Sono nato a Messina ma vivo a Firenze da una vita, tanto che non so più se devo considerarmi siciliano o toscano. Ho scritto la mia prima poesia all’età di 17 anni e non ho più smesso. Sono stato premiato e/o segnalato in alcuni concorsi nazionali. Mie poesie sono state incluse in alcune antologie. Nel 2012 è stata ins
Commenti (1)
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Gianna Occhipinti21 aprile 2014
Una introspezione che evoca il ricordo di una persona cara, il dolore provocato da una perdita importante che ha segnato il cuore profondamente ...Sentimenti che affiorano quasi a smorzare il fiato, in questa lirica di grande spessore poetico.

