Le Feste So' Finite

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su
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e siamo fatti così. E non solo a Pasqua. E' un atteggiamento "standard" che ritrovi sempre: tre colpi in petto e subito dopo riprendere la solita strada morale (o immorale...). Mentre chi soffre continua a soffrire ed il mondo va... Bella.
Ogni anno viviamo gli stessi attimi... E ci poniamo dei proponimenti buoni... Ma poi chissà come mai ... Tutto ricomincia e ce ne dimentichiamo ... Ottimi versi, stupendi poi nel dialetto.
e' proprio veritiero quello che la brava Autrice espone nella sua lirica . natale... pasqua ...ci rendono un poco più buoni, ma poi torna tutto al dimenticatorio... e Gesu' continua a perdonarci. la vera fede nn sboccia solo nei giorni di festa! essa è un fiore immortale ... se curato e tenuto vivo nel nostro cuore... sara' sempre in noi.
Per davvero le feste son finite; è inutile illudersi, ma è la realtà delle cose. Basta tenere stretto ai nostri cuori tutto l'amore che abbiamo verso gli altri e dare tutto il nostro cuore ascontandoli con fervore ed in questo essere di aiuto. Basta offrire solo un sorriso!
Si, cara Calrla..." l'omo di parola vana e dimenticone...". Hai propio colto nel segno! poesia che mi è piaciuta tanto perche oltre al messaggio principale, ne contorna altri ben noti alla storia: Tradimento, perdono, pentimento... e tutto nel bellissimo dialetto che Carla rappresenta con maestria. Un plauso ed un abbraccio.
...e la storia si ripete... a Pasqua come a Natale... si sprecano i buoni propositi di bontà verso l'Altissimo... e poi... si scivola e s'inciampa sempre come nulla fosse. Sempre simpatica Carla nel proporci le Sue riflessioni, facendoci sorridere per il dialetto efficacemente utilizzato, portandoci a soffermarci e riflettere sul maldestro fare di questo "distratto" nostro modo di essere.
Prima di ogni festività ci proponiamo di essere più altruisti e generosi, mostriamo più fede verso Nostro Signore. Passato quel momento si ritorna ad essere come prima. Allora le feste non dovrebbero mai finire?
La poetessa in vernacolo poeta e ci richiama a porre attenzione al nostro percorso non solo nelle feste comandate ma nella festa di tutti i giorni la quotidianità che dovrebbe essere una gran festa di rinascita.
Versi colmi di verità, bella poesia dialettale, come sempre ben verseggiata dalla brava poetessa.
Colori del vernacolo, che con la sua musicata rende i versi da te scritti, brillale di luce propria, in un illuminarsi di verità, nella quale bisognerebbe soffermarsi e riflettere .









