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Fantasia 22 aprile 2014 · lettura 1 min · 2772 letture

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Amara 795 poesie pubblicate
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Cosa potevo fare se non portare la poltrona accanto alla finestra e sedermi ad aspettare Non era facile tenere a bada il polso o il sussulto d’orgoglio che mi tentava alle spalle della porta sbattuta ma respiravo a fondo alleggerendo le dita mentre disegnavano ramages sulle cosce scoperte E poi là fuori passavano Tante scarpe e andature da guardare da incrociare per svago tra loro come bamboline nella casetta da tè Sorridevo -persino- al gioco facile della stima Aspettavo interrogando le mie carte con distrazione perché c’era sempre un pezzo di cielo a darmi la risposta
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (2)

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S
Sanzi22 aprile 2014

Molto bella... delle situazioni che possono esserci viste, me ne resta in mente soprattutto una... nonostante la maturità della seconda e terza strofa, mi richiama l'età... presto, l'adolescenza... però non vuol dire. Bellissima la terza strofa, la quarta di un verso è come un passaggio dal dentro al fuori, in questi testi l'antitesi ritorna spesso; certi versi sono nel loro senso profondo personali, anche se ognuno poi li legge come riesce. MOLTO apprezzata...

A
Alessandro Raso27 aprile 2014

Una poesia molto affascinante. Il tono colloquiale si mescola bene con la familiarità domestica delle immagini evocate. Mi colpisce la cesura di quel verso che resta staccato da tutto il resto:"E poi là fuori passavano". Credo che in questo verso sia espresso il fulcro emotivo dell'intero componimento: la sottile scissione fra l'interiorità sospesa della voce narrante e il mondo materiale che scorre attorno ad essa e che in qualche modo viene interpretato dall'emotività della protagonista. .