"Sposa di un veleno scuro"
Stefano Drakul Canepa
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La sera non è più una resa,
fra le tante discordie della luna
tu eri la più bella, nuvola nera
di un temporale senza pioggia
Goccia di un tempo acido
che il seme forse cerca ancora
nella terra dura a far da scudo
ai frutti di un deserto in volo
Polvere strana, senza colore
che rende capogiro alla speranza
e schiavi i desideri di poltiglia
che la notte inquieta e sogna
Senza parola nel silenzio
di una stanza gelida in sospeso
tra tante albe di vergogna
e di solitudine sul volto chiuso
Il mattino non è più attesa
di passi sospesi alla mia legna,
domani crudo ingegno di gramigna
la sposa di un veleno scuro
Senza pietà alcuna per il giorno.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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Patrizia Ensoli25 aprile 2014
Una lirica forte vera e cruda, ma trattata con delicatezza triste realtà compresa solo da chi questo mondo lo ha sfiorato, toccato, vissuto! Apprezzata e molto di più!
Catia Dinoni25 aprile 2014
Poesia scritta con animo sensibile che si addentra nei meandri di questi che sono i veleni silenziosi che catturano la vita di un essere umano promettendo quel miraggio di benessere, quel fuggire da un mondo per rifugiarsi in un altro nello stordimento, purtroppo solo momentaneo, tema trattato con maestria e con versi di grande impatto emotivo, a mio avviso lirica degna di nota.
Alberto De Matteis25 aprile 2014
Lirica di forte impatto sociale, che deve far riflettere molto, in uno stile dai toni pacati ma decisi ed incisivi.



