Perhè bisbigliare

Di ora in ora
sono con occhi di luce,
per quel vedere; nessuno
di loro riverbera, con parole
di miele, perché debbano
sempre bisbigliare.
La mattina
ancora vergine, li senti
sempre borbottare; attenti
sono con le loro orecchie, c’è
rumore; lo vedono arrivare,
sono incollati sempre al
balcone.
Nell’entrare
c’è l’emozione, lo fa da
padrone; non’è più giovane,
lo fa entrare dal portone, è un
parente ... non’entra più, tra
gli alberi ... della zona
verde.
Tra respiri
e sudori, il momento
è bello, nel vestirsi sorride
l’amata; hai rimorso? Se mi
volevi prima del mio dolore;
perché dopo l’amplesso
mi piangi a dosso.
Profondi
sono gli sguardi, è un
tocco di ... follia; si volge e
restano come infermi ... alla
finestra, vede uniti ... i suoi
cani, siamo come loro;
animali.
Nell’aprire il
portone, l’ultimo saluto lo
fa lei, gli sorride dal balcone; i
curiosi vedono l’ora, la signora
è sola e si consola, questo è il
suo pregare; mormorano
i vicini.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!