Appagato
Io appagato dallo sguardo del cielo non ho ancora svilito la noia.
Le mie involontarie tristezze si mescolano alle disdette dell'amico rinato.
Nel ventre della tua armonia ricompongo un sorriso.
Io antica memoria del giorno che fu degrado nella notte sibillina.
Poco incline allo sprezzante ardimento vago tra le fredde mura.
E nella sopraggiunta vetustà del tempo incontro la fede.
Così il cuore spesso malato rallegra il suo martellar.
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