Gocce
Alboraletti Enrica
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non di pioggia
di pianto
vive la notte compagna del giorno
vive l attimo
il pensiero
il dolore
la gioia l'inizio
il tramonto
vive il mondo suo che di donna è solo madre
ancor giovane ma quasi vecchia
forse ostacolo forse utile
,vive l'immenso vostro grande
più grande in affetti e difetti
vive
l'attenzione del non chiamare
del non dire
del non fare
forse hai sbagliato
forse hai mancato
viaggiano i soli le lune
le stelle
testimoni soli veri dei vacui pensieri
quando
dietro
si chiude la porta e
il pensiero solo affanna
accogli ricordi
il giorno la notte
che forse al di mane non sveglia
non di paure reggi l'andare
ma di forza rubata alle ossa stanche
a gambe troppo lente
a mani nodose grandi
tramate da rughe rosso acceso
e
quando l'anima ancor di primavera assume il venire
torni, ritorni bambina
giovine mamma
seppur nonna ti senti chiamare
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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