Avrei voluto
Gentiana Marika
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Avrei voluto giulive carezze
da spalmare ancora
sulla corazza di questo provato cuore
Ma nel vuoto della stanza
proietto e scandisco su lisce pareti
respiri rallentati, presi in prestito
dal riflesso appannato,
in uno specchio arcaico e premonitore;
Ed ogni battito del mio cuore,
smorza un freddo alito di vento
sul vetro di una finestra che non c’è,
mentre, un soffio d’angelo così intimo,
non tradisce le mie notti amorfe,
tra lenzuola svuotate che attendono la sorte.
©
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L'autore
Gentiana Marika
C'è un vuoto colmo di meraviglia quando sei essenza, poiché contiene un profondo senso di gioia, che come soave melodia, fa vibrare sottilmente ogni atomo dell'essere. "A volte malinconica, sempre sorridente, mi trovo in quel punto tangibile dove l’alba e la notte si raccontano a suon di chiarori di Luna." Scriv
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