Morirò
Morirò in una sera di tempesta
non sarà agosto
ma vedrò una stella alla finestra.
Amica mia e inseguitrice
come me di glorie infinite
annuvolate e sconfitte
in questo cielo di sole e gelo.
Emigrante che non ritorna
al cuore festoso che ricorda
la luna tiepida e il tramonto
e quando suo padre
di notte fumava
e iniziava un racconto.
Triste per un ragazzo
largo di spalle e di anima
che a dieci anni già vedeva
scorrere una lacrima,
per amore e per dolore
di una solitudine segreta
che sull’asfalto vomitava
le pene di un’ infanzia
paurosa e tagliata
dalla timidezza di una malinconia
inspiegata e malvagia.
Cruda come una mela
di due occhi in un’aria
pesante e poco serena
di polvere e catene
a massacrare
una strada davanti.
Così lunga e piena
di rimpianti
e di pensieri nemici
come bugie vere
e velenose, passate sopra
il mondo infausto
nel vento degli anni
giovani e vecchi
degli uomini vivi e morti
coi sospiri umili di corse
sui monti delle loro illusioni.
©
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