Orme

O mia cara,
cosi profondi
i tuoi occhi
che l'eco del mare
non sa placare,
cosi lasciva
la tua presenza
che non sa
né di grida
né di pianto
e sono vivo,
paurosamente solo,
tra lembi dolcissimi
di imperscrutabile abisso.
Rumoreggia la luce
del tuo faro
che sbaraglia,
come un gigante,
una notte di ciechi
ed intermittenti silenzi.
Sulla sabbia
si dileguano già
orme lontane,
sassi e spettri.
©
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