Uscire e poi restare

Seduta in questa stanza
Nel buio ovattato
E il silenzio assenso
A dare il via alla musica
Nelle sue note spente
Intense come schegge nel cuore
E ritrovarsi a piedi scalzi
Sull'infinita spiaggia
Di sabbia bruciata e sassi dipinti
Camminare senza meta
Tra il vento opprimente
Che soffia alle orecchie
Come le parole più urlate
E cercare il rosso
In quel sole che si é spento
Toccarlo per mano
Bruciarsi internamente
Per poi buttare al cielo
Tutta questa cenere lenta
E perdersi nel mare
Tra le sue onde infuriate
Che come braccia
Afferrano gli attimi ed il tempo
E tuffarsi
Come pazzi
Con gli abiti addosso
E sentirsi mancare il respiro
Sentire arrivare la morte
E subito risalire
E continuare a vivere
A respirare ancora
Tornare in questa stanza
Di nuovo nel silenzio
Spegnere la musica
Accendere i sensi
Il senso di questo restare
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!