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Ribellione 11 maggio 2014 · lettura 1 min · 2053 letture

Spie

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Sparigliai gli occhi Come fossero semi O dardi infuocati In visi incrinati. Assegnai un posto d'onore A chi nutriva il dolore Per guardarmi allo specchio Ed assaggiarne il furore. Gettai un pozzo nell'acqua, Atomi scissi sui davanzali Ragliarono rotolando appesi L'incontinenza ha falle loquaci E le spie hanno occhi che divaricano.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (6)

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Sara Acireale11 maggio 2014

Una ribellione sacrosanta questa del Poeta che mi sento di condividere. Dare un posto d'onore a chi ha provato il dolore mi sembra come una forma di giustizia e d'altronde anche nel vangelo c'è scritto che gli "ultimi saranno i primi" e Marx auspica la dittatura del proletariato (che non si è mai realizzata e non si realizzerà mai). Ci sono poteri occulti che fanno andare avanti gente che non merita, che rovina i popoli e le persone...

Elena Poldan11 maggio 2014

Poesia espressionistica che incide fortemente attraverso immagini efficaci e ben costruite. Ottima!

Francesco Rossi11 maggio 2014

Una visione reale, concreta, una società di padroni globalizzata non solidale per metà

carla composto11 maggio 2014

versi belli che arrivano incisivi e forti che condivido in pieno... sempre valente il poeta...

Alberto De Matteis11 maggio 2014

Noi siamo in una società che non sa o non vuole apprezzare i veri valori e le priorità nella vita. Lirica apprezzata.

Riccardo Ruschetti12 maggio 2014

Bella e forte... come un po' tutte quelle di Massimiliano. Mi rimane solo un dubbio... chi nutre il dolore è chi l'ha provato o chi lo provoca? Io propendo più per la seconda... ed il posto d'onore gli viene serbato per poter in questo modo meglio "controllare" i devastanti effetti anche attraverso quello "specchio" davanti al quale quotidianamente ci poniamo.