Non solo di festa
Alboraletti Enrica
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Prima e ultima parola,
che si sa
di quel cuore che pulsa si rompe
s’infrange
ma di forte cristallo rinasce
Tu figlio
aspetti la festa
TI ha atteso partorito generato
cullato fasciato ascoltato
nutrito insegnato cresciuto
medicato le ferite del gioco e del cuore
Tu figlio
aspetti la festa
Sua compagna la luna il sole la tempesta
il semplice giorno
ha atteso un sospiro un gesto una carezza
un bacio
Un fiore
quello del giardino
Figlio
che ne sai d’una madre
che ha fatto della vita un canto
anche se di ferite celava il pianto
nel tuo passar veloce
non t’accorgevi di tanto
Fa del giorno il fiore il bacio il sorriso la carezza
che mai del domani il pianto sia la sola certezza
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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