Interni d'arte povera
Obliqua tela
sulle pareti profuma la tinta,
sbianca,
profuma sui fili tesi il bucato,
da poco lavato.
Obliquo il chiodo piantato,
pena, che dolore nel cuore,
buie le strade della mente,
gelo
sia l'ultima volta che l'uscio resta aperto.
Vetri, frammenti obliqui,
corridoi impraticabili la notte, scalzi,
meglio le pantofole
il divano la pelle amaranto cinquanta denari.
Rode e scava il legno
tarli e mucchietti di segatura,
stuzzicadenti per tappare i buchi
stomaci vuoti, tozzi di pane
raffermo...
...e la minestra sempre la stessa.
©
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