Inanna

Ho rincorso la stella della sera
Imbronciata
nei suoi desideri di donna
Apriva le gambe
al tocco sensuale della Notte
Aveva conservato dentro di sè
il Seme degli amori scavati
nella vagina del mondo
Sui suoi fianchi
uomini nudi distesi
con l'inguine furente
proteso
nei disperati amplessi
dai nervi lacerati
Volevo placare la sete
di mille bocche arse
dai deserti sconfinati
dell'infinito che rotea
come un Diadema
sul Capo
Ma ero ancora a cavalcioni
sul membro ostinato
del Tuo possedermi
ad ogni costo
E non ti lascerò andare
prima di averti stremato
nella rosea carne
dalle onde silenti
che ti tiene saldo
nel mio ventre
Morirai e rinascerai ancora
per morire e rinascere di nuovo
nell'estasi che fa di me
il Tuo Giardino Proibito
©
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L'autore
G Mirra
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