"Senza rimpianto"
Stefano Drakul Canepa
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Lei che era malata e non voleva
nessuna gioia negli ultimi giorni
perché la pioggia era il perdono
ed il giorno il rimorso del peccato
E la nostalgia cresceva sempre più
ad ogni sguardo che non voleva
e non poteva più avere sulla pelle
perché il mondo dimentica sempre
Dimentica i torti e le poche albe,
i respiri di follia, di trionfo lieve
e restano solo le rovine fra le mura
delle stanze chiuse, senza luce
Lei che attendeva sempre un sogno
anche quando il mattino era breve
ed il sole sorprendeva tutte le ombre
con la sua lama affilata sulle stelle
Di una notte lunga, senza rimpianto.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Catia Dinoni19 maggio 2014
Tra questi bei versi, scritti con animo sensibile scelgo questi poiché mi commuovono... Lei che attendeva sempre un sogno anche quando il mattino era breve ed il sole sorprendeva tutte le ombre Ecco, la grande speranza sino alla fine che non abbandona, sempre e comunque, oltre le avversità della vita... Una fiammella che mai si spegnerà, potessimo noi avere la forza di continuare a sognare nonostante tutto. Lirica che ho molto apprezzato. Bravo autore.

