La Divina Cantina
Nel mezzo del cammin della mia vita
mi ritrovai in una cantina oscura
e la diritta via era smarrita.
Ah, dir quant'era bella è cosa dura,
al palato il vin era aspro e forte
nel bicchier una bella sfumatura!
Tanta felicità: io il RE e poi la corte.
Ma per trattar del ben che vi trovai,
dirò che alla fin le strade erano storte.
non so bendir come v'entrai,
ero così sbronzo a quel punto
che all'amicizia io mi abbandonai.
Ma poichè al limite io miostomaco era giunto,
e l'alcool non saliva ne scendeva a valle
agli amici venne un altro spunto,
e cominciaron con canzoni e pacche sulle spalle.
Ormai collegato al mio pianeta,
sulla terra vedevo male e dicevo tante balle......
Di mia madre che la notte è sempre inquieta
ho riconosciuto la lieve camminata,
nascondermi fra le botti come fosse una pineta.
questa nella testa l'idea barcamenata.
Ma per la stazza la mia schiena fuori usciva
e chi mi ha messo al mondo ha capito la serata.
Di mamma ho visto che il suo corpo ripartiva
così, il coro , ricominciò con tono basso basso,
fino a quando il sol dal monte fuori usciva.
La vita continuò cosi per un bel lasso,
ma un giorno dinanzi a me io vidi un volto:
e l' AMORE sugli amici fece il suo sorpasso.
©
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