Cantica (Ovvero: Ode all’Infinito)
valentinatortora
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Non ricordo
se fosse perché
guardavo sempre in alto,
tenendo il nasino all’insù,
o perché tutto ciò
che era degli umili,
mi colpiva.
Ricordo
la stretta al cuore, quando
guardavo il volto
sfinito,
d’un uomo,
o donna che fosse,
che mi porgeva
la mano.
Anche un bambino
ed il suo pianto
mi ferivan
il cuore.
Ed esso, così,
si ammalò.
Allora,
con il mio verso
curai
i cuori
di donne ferite,
ed imparai
l’amore.
Quello
che ti fa sentire
ultimo
tra gli ultimi,
e povero
dentro.
Così, chiesi
di tenere la terra
tra le mani,
come facesti Tu,
e chiesi
di portar
le spine.
E, così,
le spine
vennero
a me.
Ed ora,
piu’ fragile
e povera ancora,
io, a Te, innalzo
una Cantica d’Amore...
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L'autore
valentinatortora
Sono nata, bambina spensierata, in Friuli, terra che amo e conosco, 55 anni fa. Sopratutto, conosco il suo mare, dove trascorro, fin da bambina, le estati. Vivo in Veneto, a Treviso. Ho due figlie, 4 gatti, una cagnolina trovatella. Insomma, amo moltissimo la natura. Sono laureata in Inglese e Tedesco, (laurea allo IU.
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