Un'altra Vita
Azar Rudif
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Misterioso senso del mio abisso,
tra le volute del cielo
ove fumi corrono alti
e scompaiono oltre
non visti nelle terre
dell’alte Rote,
come mantello
m’asconde e rapisce
a vision d’alter.
E rimembro antico mare,
del Nulla ha spiagge,
mentre del Caos ribollle
e genera e crea luci vive
destinate a diverso mondo.
Ma qua vedo sol anime morte,
nel loro Esser, dormienti
satolli di false idee
costruiscono fragili storie
che superbia rade al suolo,
schiavi e rei di passioni
corrotte anime incrinate.
Vivono come morti
che sotterrano i loro morti
in funeree processioni
trascinano cimiteri muti
e non vedono, non sentono
non vivono!
Son divenute le Sacre Parole
echi dispersi d’atavica tempesta
e più non udite del Ver
l’armonia e la smarrita Essenza
ché son barriere all’udito vostro
l’assordanti vite ch’allevate
d’esizial cibo.
Non est pro vobis,
glacial’anime sine lux,
mortale ala giunge
e sol vento v’appare
e respirate per non affogare,
sol pioggia sarà d’acqua
e berrete d’avida sete.
Sanguinante fuoco
è la lama ultima,
Morte scambiate
per vita!
Contra Vobis est.
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Azar Rudif
Commenti (1)
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Duilio Martino2 giugno 2014
Una Poesia che va letta con molta attenzione per coglierne ogni sottigliezza... Una sferzata, un invito a non vivere da Morti! Bellissima... c'è molto dentro questi versi!

