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Riflessioni 4 giugno 2014 · lettura 2 min · 1337 letture

Il Lavoro è morto, e noi l'abbiam ucciso

Daniele Lapenna 139 poesie pubblicate
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Operaio specializzato laureato mantenuto anziano debilitato chiunque è fottuto senza competenze non vedi un impiego esplodono vertenze la vita la rinnego troppi requisiti nessuna conoscenza deboli, avviliti lavoro a intermittenza se hai accumulato mesi e anni d' esperienza niente è documentato referenze? ne sei senza! La nazione della pasta poeti e contadini oggi in mano alla Casta ed ai loro sporchi fini solo chi ha discendenza con denaro alle spalle di lavoro può star senza e non cade mai a valle. Apprendista con esperienza cercan in una attività peccato ne sia senza così mai l'otterrà dopo gli anni ventinove diventi trasparente costi troppo, per Giove! tu non mi servi a niente non sei qualificato hai lavorato sempre a nero sei stato licenziato non hai colpa, questo è vero. Dovremmo aiutarci chi ha, dovrebbe dare evitando d' azzuffarci o sfruttando chi ci pare ormai facciamo schifo chi è ricco se ne frega chi è povero ha il tifo la corda al collo poi si lega vedendo che la strada è stata sempre in salita disse "vada come vada" ormai è finita.
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L'autore
Daniele Lapenna

Sono un ragazzo classe '86 che prende ciò che ha in testa e crea parole in rima.. sono rimaalternata-dipendente. La vita è una e solo nostra, viviamola appieno, gustiamone ogni secondo e non preoccupiamoci nè per il futuro, nè per un possibile aldilà, spesso crediamo di vivere il presente ma le nostre menti so

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