Livide mani e labbra screpolate
Il tiepido Sol’ di dicembre
volge al tramonto pennellando la volta del ciel’
accompagnato da festosi nastrini arancio
che si stagliano sulle nubi perlacee;
tutto mi parla di te... (stringo i pugni)
Lo smog cittadino e lo sbuffare,
ancor più forte, del viandante infreddolito,
creano una nebbia che si posa all'altezza
delle nostre labbra (non dirlo mai),
e ci isola nei nostri pensieri distratti.
Così vicini eppur così distanti...
Ma ricordo bene quel sorriso ingenuo
che usciva dalle tue labbra sovente
per donarlo a me solo.
Quell'ingenua tenerezza, quel ingenuo amore che non vollero mai,
nemmeno per un attimo, abbandonarti nell'età più bella.
'Sì che per minuti che mi parvero ore
mi scaldai all’ombra del tuo cuore,
e forse sorrisi, ma non ricordo.
©
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