Ossigeno
Soffrire il peso dell’assenza.
È sì doloroso, faticoso, ripugnante.
Non resta che pigiare sulla tastiera violando
le labili tele della follia.
Costringere l’impeto della ragione a piegarsi
ed accettare un letto vuoto e silenzi assordanti.
Nel giovane mondo ordinato alla gioia crollano,
sconquassate, le fondamenta della vita stessa
lasciando soffocanti voragini d’affetti.
Anelo una boccata d’ossigeno
che solo l’anestesia dei versi,
leggero soffio, dona.
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