Farfalla vanitosa
Che ci fai qui,
in precario equilibrio,
dolce e leggiadra farfalla?
Ti sei posata, forse,
per carpirmi i colori
sparsi sulla mia tavolozza?
Attenta! Su. Allontanati!
Il verde smeraldo, per te,
potrebbe diventar una trappola.
Vuoi confrontarti con le mie tinte?
Sono pigmenti illusori
pronti per una anonima tela
e nulla al tuo confronto.
Tu sei Vera!
Tu sei viva!
Ora pretendi il pennello più morbido?
Lascia perdere, amica mia.
Ora ho capito.
Sei un’inguaribile vanitosa.
Ma io non posso e...
non voglio truccarti!
Tu già hai avuto la tua trasformazione
frutto di una magia ancestrale
e non riuscirei a farti più bella.
Se non credi alle mie parole
rasenta piano il fiume,
la superficie ti rimanderà
i riflessi tuoi variopinti
ondeggianti tra il verde scuro
che ti farà di sfondo.
Prima che tu vada,
una raccomandazione,
incauta creatura,
non ti far irretire
da uomini senza scrupoli
diventeresti una misera esca
usata per sedur ingenue damigelle
perciò librati con precauzione
nell’azzurra bacheca del cielo
e lasciati attrar solo dai fiori
e che la loro linfa ti sia d’aiuto.
©
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