Solstizio d'Estate a Vulcano
Anna Piccirillo ov
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Com’è gustoso il primo morso
alla stagione estiva!
In questa luce vivida di giugno
il giorno sembra non voler mai finire.
Amo i contrasti di questa terra arcaica
che si erge come fuoco dal mare cristallino,
nel vento che spazza via
i suoi bollenti spiriti.
L’astro superbo alfine
smorza la sua foga in oro puro,
affondo i nudi passi qui sulla rena nera,
in silenzio assaporo i sussurri
della risacca sulla riva.
È magia!
notte e giorno si affrontano alla pari,
si dissolvono le tenebre e la luce
nei mille spettri di un crepuscolo cangiante
ove si stempera il celeste al giallo e al rosa
e muta l’azzurro in blu cobalto,
premessa delle tenebre più intense.
Ed io vorrei mille occhi
per trattenere quei colori
e il luccichio degli astri sparsi per il cielo.
E mille braccia aperte
per cercare di afferrare
tutta l’immensità di questo azzurro mare.
Mi inebrio dell’odore di salmastro e gelsomino
nella soave brezza
che disperde l’afrore di sulfureo
in una scia di cappero e ginestra,
di menta e rosmarino.
Oh sì, vorrei avere mille sensi
per assorbire l’incanto della vita,
semplice e sacra nella sua naturalità.
E nella tiepida sera di preludio estivo
mi travolge questo assaggio
di beata eternità.
©
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L'autore
Anna Piccirillo ov
"... Eppure non so scrivere poesie. Non conosco regole di metrica, di rima e di sintassi; però se la poesia nasce dall’anima col desiderio di trasformare in parole i sentimenti, le emozioni, i moti prorompenti del cuore, i miei semplici versi, con molta indulgenza potrete anche definirli poesie" ... Ecco, mi definirei
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