Le vacanze der modernismo
Temp’addietro quann’er callo arivava,
s’annava ‘n ferie circa ‘na mesata,
e ‘nzieme la famija bazzicava,
l’onne der mare o l’aria ossigenata.
Moje, marito, e minimo tre fiji,
doppo fatto la spesa p’anna’ fora,
spaghetti, vino, ‘n pollo e du’ coniji,
partiveno tranquilli a la bbon’ora.
Mo co’ ‘sto modernismo diggitale,
coremo tutto l’anno pe’ sbrigacce,
che la vacanza ormai è settimanale.
Li famijari vanno ‘ndo’ je pare,
ognuno solo e senza lascia’ tracce,
ma sempre co’ ‘n amico, er cellulare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!