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Paola Galli
181 poesie pubblicate
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Lancia il sasso, poi
nasconde la mano
e in men che non si dica
si defila, squagliandosi.
Dico faccio, faccio dico
alzo il dito, mi rigiro
muovo passi avanti e indrè
piroetta ed un casqué.
È così che van le cose
c’è chi tira, c’è chi allenta
chi ritratta e dopo scappa
al mulino troppa l’acqua.
Io lo dico, tu l’hai detto
No! Sì! Forse!
non rammento, quando
come né perché.
E daccapo ricomincia
il giochino divertente
c’è chi vince c’è chi perde
da una schiena passa all'altra,
tiramolla divertente
lascia tutti a bocca aperta
colpa tua, mia, sua, loro
lo diciamo tutti in coro
ch’è un bel grande calderone
ed in questo minestrone
l’importante è solamente
non capirci proprio niente.
Nelle notti insonni a volte
qualcuno, alzando il mento
solleva un’ode al cielo;
oh! “miserere nobis”!
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L'autore
Paola Galli
Commenti (3)
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Bruno Leopardi25 giugno 2014
E' lo specchio fedele di ciò che purtoppo avviene spesso, troppo spesso. Un comportamento che è da condannare eppure così furbo che molti tentano addirittura d'applaudire, giustificare: no, non l'ho detto, sono stato frainteso no non io era il mio gemello... forse è stato il cane, lui il Fofò o il Dudù...mah...
carla composto28 giugno 2014
nessuno prende le proprie responasabilità...sono bravissimi in questo giochino, che la valente autrice descrive in versi di poesia... molto apprezzata
C
Citarei Loretta Margherita9 luglio 2014
fedele specchio dell'attuale realtà,gradevolissimo, ironico testo


