Al annod elacitrev
Lei
così aggiunta ai miei desideri da trivio
non punge più
appallottolata al mio ultimo spasimo
prega con parole santificanti
-piange lacrime doranti-
la sera
di solito quando il mattino langue
carezzata alle inquietitudini necessitanti
si veste da mio sogno
sparge spore senza mestruo
innalza cattedrali senza porte
muove passi minuscoli verso il viver lesto
così da superarmi
raggiungermi
isolarmi
nell'imbutoscuro del lauto pentimento...
talvolta io
così rappreso nel perdermi
fuggo
in quei lembi di minuti inutili
che fanno il rammentodioso della felicità
ogni specchio diventa un altro me
ogni me si rispecchia nell'altro
quel che dovrei
non coincide con quel che vorrei...
LA DONNA VERTICALE
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L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (1)
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Matilde Marcuzzo27 giugno 2014
in fondo non servono commenti, non servono parole, è un silenzio che si allunga in verticale questo apprezzatissimo pezzo!

