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Introspezione 28 giugno 2014 · lettura 1 min · 2943 letture

Quest’arancio

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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È il suo profumo la sua fragranza che le api spargono per la stanza insieme ai fremiti del vento di primavera a riportarmi fantasie antiche interrotte alla partenza tra un sorriso debole di nostalgia ed una pacca sulla spalla fatta di “dai non pensarci più”.
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Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (3)

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Il Poeta, riesce a trasmettere con questa lirica, una dolce nostalgia della sua terra Siciliana attraverso il colore e il profumo dell'arancia. Questo volare e sfiorare del frutto, nelle movenze dell''ape, sintesi della laborisità dell'umo, (scela come simbolo papale, da Papa Urbano Barberini), lo riporta indietro nel tempo... in mezzo ai "iardini", così chiamati in siciliano le coltivazioni di arance, dove per il periodo della fioritura, la zagara inebria l'anima del prediletto natio e del fortunato visitatore. Che dire poesia stupenda... anzi, di più.

Bruno Leopardi28 giugno 2014

"...dai non pensarci più" Nella vita è denominatore comune a molti. Ma non si può, spesso non si può. Ed allora si pensa e si soffre. E tanto. Molto bella questa poesia e molto profonda.

Enrico Baiocchi29 giugno 2014

un'esortazione che fin troppo spesso facciamo ad una mente che non vuol saperne di non pensarci, la nostalgia, come ogni sentimento se ne infischia della ragione, è come un virus che rimane sottopelle, malinconica, aspetta ogni piccola occasione per sgusciarne fuori e riportarci immagini del nostro vissuto che mai ci hanno abbandonato. Una lirica che nonostante quel "sorriso debole" ed un'ostentata voglia di leggerezza, lascia in tutta la sua profondità un retrogusto amaro. Mi è molto piaciuta.