Il mio barbiere
Giovanni Perri
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da queste parti la gente sorride
persino i cani lo fanno e le mollette per stendere i panni quando il cielo è cupo
sorridono i matti quando trabocca d'acqua la malinconia e pulsano alle dita sigarette nere
il mio barbiere sorride
anche se è senza denti e ha perso un figlio mentre pioveva lui ti sorride da un buco dice, quel cavalluccio ha fatto la guerra, e ne va fiero, e sopra la cornice ha messo un battaglione a protezione e sullo specchio, muta, una fotografia
Vorrei vedergli in fondo alla bocca
dentro le corde vocali quando ti parla
quale fiammella gli crea la parola
quale prodigio gli muove le dita quando ti taglia i capelli e gli scappa dagli occhi il sorriso
quando si ferma
di colpo
e ti fissa
nel vuoto la strada
perché fuori piove
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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