Nota d'addio
Daniela Dessì
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Raggomitolata sul letto
con le palpebre semichiuse
abbracci il tuo peluche,
nella camera in ombra
tirate le tende
trascorrono ore sonnolente
sospese nell'immobilità del tempo
senza fine.
E il buio si fa luce,
la luce un cangiante tramonto
di giorni sfiniti al limite del sopportabile,
dolore penoso
inflitto a un esile corpo
piagato dalla malattia
che strappa via la vita a brandelli...
La speranza di salvezza
legata un filo sottile
teso tra le mani pietose
e una preghiera ruminata
tra lacrime silenziose di una mamma
non basta a intenerire
il cuore di Dio,
forse troppo distante
per ascoltare l'eco delle parole
sommesse che invocano aiuto dall'alto,
s'infrangono contro il muro del silenzio.
E una nota d'addio strugge
nell'ultimo verso spezzato
dal grido di morte,
esala l'estremo respiro
intonando la melodia del pianto.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (1)
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Francesco Rossi6 luglio 2014
Poetica di intensità, nel dolore anteposti i sentimenti vivi e sinceri, un poetare di intimità rivolto al misterioso che per la poetessa sembra chiaro.

