Fra le ciglia del giardino della mente circoncisa
Smarrito nell’intricata ragnatela dei monologhi ermeneutici della mente echeggiante
Trasudo armonie misteriose, colori fragranti, glassa senza poetica e prosaica confettura d’oppio
Come balsamo dolce per ferite che non cicatrizzeranno mai
Citi falsi testimoni al tribunale dei sogni dal caos che ci impone le sue ulcere morali
Bella addormentata nel bosco provo un vivo sbalordimento nella deliziosa insonnia
Sei come momenti di calma ingannatrice, come fame vorace, sete tirannica e visioni vertiginose
Nonostante l’entusiasmo dei poeti sia stanchezza immensa di ciò che io ho provato
Nonostante il delirio poetico sia quello provocato in me da un cucchiaino di confettura artificiale
Misuro l’intera nottata abolita soltanto mediante la moltitudine dei miei pensieri circoncisi
Mentre il dolore e l’idea del tempo osano presentarsi trasfigurati alla fiera delle vanità
Io trascorro la mia vita
inseguendo l’ombra bizzarra della malinconia poetica
proiettata sulla causalità delle circostanze di un banale pavimento
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Commenti (1)
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Leaf4 giugno 2007
ogni volta mi perdo nelle tue parole... Sì, l'apparenza è più di prosa che di poesia, se si volesse sottilizzare, ma se ne respira così tanta, di creatività poetica nei tuoi testi, che la struttura è veramente un dettaglio...
