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Riflessioni 10 luglio 2014 · lettura 1 min · 2570 letture

La mia Venere

M
Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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La carogna m’assale la spalla Si fosse teredine c’affonda nel frusto legno ella illanguidisce il disamorato nocchiere determinando la deriva che m’accoglie Specchiante del malessere che m’avvolge genera la declive del vascello affogandomi l’anima nel salino d’esusti occhi di mare La carogna m’assale la spalla rimembrandomi l’abiurata promessa che ora giace sull’ara della menzogna agucchiando mestizia al nome suo Saranno nuove stelle a determinare la rotta e nuova luna a illuminarmi notti non più insonni mentre mi farò nocchiere per fugare il reo periglio nella profonda pace del glauco pelago ove la mia amata Venere m’attende nello spumeggiante frangente del suo sorriso
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L’opera raffigurata è di Lluis Ribas

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (3)

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Annamaria Barone10 luglio 2014

Colpisce in questa lirica il passaggio tra le prime strofe e l'ultima. La carogna che affligge come peso e legaccio ed ostacolo ad ogni passo, la sorte che sembra maligna e che mina ogni possibilità di veleggiare verso porti sicuri, nella pace. Ma poi si apre uno squarcio in questo scenario cupo, e nel mare lucente spunta una stella, ad indicare il cammino, fino a perdersi nel sorriso colmo di promesse dell'amata Venere (dea o pianeta che illumina la sera?). Ed è colmo di forza e di coraggio, di profonda bellezza questo epilogo che nel glauco pelago rende omaggio all'Ariosto "Qua! sovra la profonda Pace del glauco pelago Usci Venere". Chapeau

Oriella Del Col11 luglio 2014

Importa, sempre e comunque, nell'affrontar la carogna uscire infine "a riveder le stelle". Interessante lirica di vivide immagini che, percorso l'inferno, riaprono alla speranza.

Azar Rudif20 luglio 2014

Descrizioni di percorsi a tratti bui e senza meta nelle prime tre strofe, ma basta abbandonare le cose terrene e guardare in alto le stelle per ritrovar la "dritta via" che conduce a nuove rotte verso l'amata Venere. Sempre molto apprezzate e viatico per l'anima le immagini ed il gusto arcaico per termini e forme che rimembrano ai tempi andati