La mia Venere

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
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Colpisce in questa lirica il passaggio tra le prime strofe e l'ultima. La carogna che affligge come peso e legaccio ed ostacolo ad ogni passo, la sorte che sembra maligna e che mina ogni possibilità di veleggiare verso porti sicuri, nella pace. Ma poi si apre uno squarcio in questo scenario cupo, e nel mare lucente spunta una stella, ad indicare il cammino, fino a perdersi nel sorriso colmo di promesse dell'amata Venere (dea o pianeta che illumina la sera?). Ed è colmo di forza e di coraggio, di profonda bellezza questo epilogo che nel glauco pelago rende omaggio all'Ariosto "Qua! sovra la profonda Pace del glauco pelago Usci Venere". Chapeau
Importa, sempre e comunque, nell'affrontar la carogna uscire infine "a riveder le stelle". Interessante lirica di vivide immagini che, percorso l'inferno, riaprono alla speranza.
Descrizioni di percorsi a tratti bui e senza meta nelle prime tre strofe, ma basta abbandonare le cose terrene e guardare in alto le stelle per ritrovar la "dritta via" che conduce a nuove rotte verso l'amata Venere. Sempre molto apprezzate e viatico per l'anima le immagini ed il gusto arcaico per termini e forme che rimembrano ai tempi andati


