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Riflessioni 15 luglio 2014 · lettura 2 min · 565 letture

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Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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ed era come pregare qualcosa questo vederli salire dal nulla nel mio pieno stupore indovino messi a lato del sangue caduti a gocce dal niente vederli e sentirli ignari quasi sospetti venti di un amore pieno e baro accartocciati_incolumi_invisibili_ vederli e basta feritoie d'una pioggia a memoria una madre e un bambino oppure un vecchio padre ridersi nel dolore e fare casa_ almanacco_tela_sipario sentirli invitti ossicini e colonne falegnami del vento sotto piccole dosi di cielo quasi venissero dal tempo degli occhi dalle mie tante orecchie tirati via dai fondi marini con i miei tanti piedi_a volare e mi domando la specie dei sogni le forme di una mano sul viso a continuare tristezze d'acqua e pianure corpi a curvarsi eppure ritorni regioni incantagioni. ne ho visti a grappoli nei dell'aurora cadermi dritti nei palmi e ferirmi nel tempo di una sillaba ne ho visti ridotti alle ossa roghi del pane e del vino questa fame opaca e nitida fiamma del pensiero poesia che non si spiega se dopo tanto sognare dopo tanto rileggere e inchiodare al cuore qualcosa rimane davvero a difesa oppure scappa via
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L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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